Amodulo  


«Amodulo» è stata fondata a Brescia nel 1968 da Sarenco, con la collaborazione di Enrico Pedrotti, e stampata per i tipi delle omonime edizioni in totale per 5 numeri dal 1968 al 1970. Si tratta di una rivista che, in conformità con l’ideologia del suo principale animatore, Sarenco, si pone come strumento di "lotta politica" e "protesta estetica", anticipando, per molti versi, il lavoro della più celebre e longeva "Lotta Poetica". Amodulo vide la preziosa collaborazione di operatori culturali, poeti e artisti di primo piano nell’ambito neoavanguardista italiano, come Carrega, Miccini, Gerz, Pettena, Bory, Blaine, Valoch, Perfetti, Diacono e altri. (*)



Amodulo» 1 (novembre 1968)



 

il numero si apre con un intervento di Ugo Carrega che esprime la necessità in tempi di pericolo per «le forze avanzate e libere della nostra cultura artistica» di redarre un «manuale di comportamento per la guerriglia artistica», a perfetta definizione della linea editoriale del periodico. Oltre alle opere di Valentini, Mirella Bentivoglio, Paolo Boschi, Ennio Bianco, Jacques Lepage, Enrico Pedrotti, Piero Meldini, Germana Arcelli, J. C. Moineau, il numero dà notizia di alcune manifestazioni artistiche organizzate nel 1968, come quella realizzata ad Anfo da Nizzi, Pedrotti e Sarenco, sul modello di Parole sui Muridi Fiumalbo, ma in polemica con quest’ultima, definita da Sarenco come «manifestazione elettoralistica in favore del P.C.I.»; oppure come Oltre l’avanguardia, organizzata da Sebastiano Vassalli a Novara al fine di determinare una nuova ricerca che «non crede ai ’gesti esemplari’ e dà alla parola il suo giusto valore: cioè la considera come arma vecchia, ma non ancora inservibile», una ricerca, quindi, non più asintattica ma neolinguistica e neo sintattica, "oltre" i ritorni di fiamma delle avanguardie storiche. Le altre manifestazioni ricordate in questo numero sono Ferrara «Km 149.000.000»e quella realizzata da Giaccari, Uboldi, Mattoni, Maud e Sarenco a Monte Olimpino, dedicata agli “oggetti inutili volanti”. (*)




Amodulo» 2 (giugno 1969)



il numero si apre con un intervento della Sinistra Universitaria in cui si mette in parallelo la contestazione (anarchico e piccolo-borghese) e la lotta di classe (proletaria e comunista). Sono raccolte opere di Pedrotti, Christian Tobas, Edgardo Antonio Vigo, Mirella Bentivoglio, Eugenio Miccini, Jochen Gerz, Ennio Bianco, Michele Perfetti, Bigolin, Giusi Coppini, Gianni Pettena, Ugo la Pietra, Jean François Bory, Timm Ulrichs, Riccardo Guarneri, Julien Blaine, Jirj Valoch. Il numero dà poi conto di alcune manifestazioni o iniziative artistiche d’avanguardia, ovvero il Primo Festival Permanente presso il Campus Universitario di Orlean;EIMAC 1: la Prima Esposizione Internazionale di Manifesti Anticattolici, organizzata da «Amodulo», da esporre sui muri delle vie principali di alcune città italiane; L’Expo Internacional de Novisima Poesia di Buenos Aires. In questo numero viene infine presentato Amodulo-Art, Gruppo artistico composto da «giovani operatori estetici non legati alla situazione di lacché tipica della (quasi) totalità degli “artisti”» al fine di uno «sganciamento totale da quello schema fisso (puramente tecnico-formale) di lavoro bassato sulla produzione di un cliché “estetico” atto a favorire una precisa identificazione dell’autore e quindi a permettere al mercante di inquadrarlo con dei caratteri ben definiti (immutabili) in una situazione storico-commerciale». In questo senso, se il contenuto artistico viene espresso dal gruppo Amodulo-Art, la rivista «Amodulo» ne diventa, sostanzialmente, il bollettino documentativo ufficiale. (*)




Amodulo» 3 (1970)







in apertura si avverte che «questo numero è un catalogo-antologia del lavoro teorico e pratico sviluppato dal gruppo amodulo-art». Ed, effettivamente, «Amodulo» 3 è particolarmente rilevante perché fornisce, insieme a molte opere, un quadro bio-bibliografico del gruppo, costituito da Rosanna Chiessi, Sarenco, Giusi Coppini, G. Arcelli & R. Comini, Ennio Bianco, Enrico Pedrotti, e ribadire con una diretta dichiarazione (Proclama 1) la volontà dello stesso di riallacciarsi immediatamente a «l’unico movimento artistico importante del XX secolo in Italia», il futurismo (cosa per cui l’attività di Amodulo-Art si declina in maniera interdisciplinare, comprendendo così opere sperimentali anche di ambito cinematografico e teatrale). Come scrivono Bianco e Volpato (Cinque appunti su Amodulo-Art) Amodulo-Art è, quindi, una «forma di opposizione a forme artistiche standardizzate su modelli quasi matematici. Dunque è matemArtica». Ha, insomma, una visione "amodulare" dell’arte che implica un rifiuto del razionalismo, per cui «nessun arricchimento è contraddittorio». (*)


(*) testo di Federico Fastelli ex verba picta